Per molto tempo mi sono sentito solo, confuso e sotto stress. Ma non era soltanto una questione di peso, era che passavo troppo tempo a preoccuparmi di come mi vedevo e di cosa pensassero gli altri di me.
A 18 anni, un giorno, come sempre, ero davanti alla PlayStation. Ma quel giorno mi sono reso conto che aspettavo sempre qualcuno, persino per divertirmi. Come se per fare qualcosa, per vivere un’esperienza, avessi sempre bisogno di qualcun altro.
Finito questo pensiero i miei occhi hanno guardato un paio di scarpe da ginnastica delle medie, quasi mai utilizzate, le ho messe e sono uscito di casa.
Non sapevo dove volessi andare. Ma volevo farlo. Ho camminato per 10 chilometri, fino a ritrovarmi in un altro paesino. Ero stupito di me stesso. Non avevo fatto nulla di straordinario per il mondo, ma per me era qualcosa di nuovo ed incredibile.
Poi sono semplicemente tornato indietro.
Il problema non era soltanto iniziare.
All’inizio pensavo che la difficoltà più grande fosse trovare la voglia di muovermi. Ma una volta superato quel blocco, ho capito che la vera prova era un’altra. Dovevo iniziare ad accettare che pure il tempo dovesse fare il suo.
La pazienza è stata una delle lezioni più difficili del mio percorso. Puoi iniziare oggi, impegnarti domani e fare tutto quello che ritieni giusto anche per mesi, ma non puoi pretendere che il risultato arrivi quando lo vuoi tu.
Sono riuscito a perdere 50 kg sì, ma i cambiamenti più importanti non li ho mai tradotti con i numeri.
Vicino casa per esempio, ho una salita di circa 100 metri. Prima nel fare le camminate dovevo fermarmi due volte a recuperare fiato. Oggi la faccio di corsa.
È per questo che dico che...«Il movimento è il vero comfort.»
Non perché ogni allenamento sia piacevole o perché cambiare sia sempre facile. Ma perché, poco alla volta, puoi ritrovarti a fare cose che prima ti sembravano irraggiungibili.
Da un percorso personale a qualcosa da condividere.
Ho scelto di formarmi come personal trainer per comprendere meglio il mio percorso, limitare gli errori e non perdere tempo inutilmente.
Nel frattempo però, amici e conoscenti hanno iniziato a chiedermi consigli, indicazioni e addirittura percorsi. Una persona alla volta, mi sono accorto che quello che avevo imparato poteva essere utile anche agli altri.
Da qui nasce MOVINGMONTY.
Non dalla convinzione di avere tutte le risposte, ma dalla volontà di mettere a disposizione la mia esperienza, le mie conoscenze e la mia formazione per accompagnare altre persone nel proprio percorso.
Ripensando alla mia storia, ho capito qualcosa anche di me. Per molto tempo ho provato a tenermi sempre impegnato per non pensare alla mia forma fisica e al mio modo di esprimermi ed è proprio questo che mi ha portato a cercare supporto in persone e luoghi sbagliati per la mia strada. Oggi finalmente ho trovato il modo di esprimermi e continuare a conoscermi, condividere quello che imparo e aiutare le persone a costruire.
E fuori dalla palestra?
Prima di diventare personal trainer, ho studiato cucina per tre anni, diplomandomi a 17 anni con ottimi voti. Ho lavorato in ristorante, rosticceria e gastronomia, poi sono entrato nella grande distribuzione.
Negli anni ho lavorato tra salumeria, formaggi, gastronomia e ortofrutta, fino ad arrivare alla macelleria, dove oggi sono capo reparto.
La formazione da personal trainer è arrivata nel frattempo, ma non considero lo studio una tappa conclusa, anzi. Continuo a studiare e ad imparare, perché quello che so oggi non deve diventare un limite a quello che potrò capire domani.
Non ho seguito una strada perfettamente lineare, lo so. Ma ho costruito le cose un passo alla volta, piano piano, imparando mestieri diversi e cercando di migliorarmi sempre.
E questa infatti, è proprio la filosofia che porto ancora avanti ogni giorno:
Continua a muoverti,
anche se non sai dove stai andando.
È così che si inizia a creare il futuro.
La mia storia non è finita qui.
Ho ancora cose da imparare, esperienze da vivere e obiettivi da raggiungere. MOVINGMONTY è una parte di questo percorso, non il punto d’arrivo.
Questa era la versione lunga.
Se vuoi conoscere anche il lato quotidiano di quello che faccio, condivido pensieri, allenamenti e pezzi della mia vita sui social.
Lì le storie durano molto meno!
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